sabato 29 settembre 2012

Suona

E’ nel suo mondo.
 Un mondo fatto di musica, che richiama pensieri, che gonfia il petto, che rinnova e distrugge.
Le dita scivolano leggere sui tasti, sanno quel che fanno. Proseguono senza tempo, noncuranti dell’ambiente caotico circostante, guidate solo dalla voglia di concepire bellezza.
E lui suona. Una melodia che lo richiama a sé, che lo rende schiavo consenziente di una condizione ipnotica alla quale non sei disposto a rinunciare, una natura che si impossessa di te permettendoti così di vivere.
 Vivere davvero, anche se per pochi attimi.
E allora continua a suonare. Lo sguardo attento, e tuttavia distratto, e vuoto forse, e tuttavia pieno.
Di sentimenti infiniti.
La concentrazione và e viene, prende il suo posto l’irrefrenabile desiderio di godere di quel momento.
Le labbra fremono, l’idea che tutto finisca è insopportabile, e si affannano affinché non avvenga. Accennano a impercettibili  movimenti, premono le une sulle altre, scivolano, rimangono in tensione, come a voler sostenere il resto del corpo in questa lotta contro il ritorno alla consapevolezza.
La testa ondeggia dolcemente, il corpo la segue.
Ed io traggo forza dalle vibrazioni che mi avvolgono  come in un inaspettato abbraccio. E mi ricarico.
E lui suona.

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