“Non sono
stato capace io a mantenermi vivo”.
Non dire che
non sei stato capace di mantenerti vivo. Dì che non hai voluto combattere
perchè ciò avvenisse.
Vivo ogni
sentimento che traspare da queste tue parole. E ricordo. Ricordo di averli
provati, ricordo di averci combattuto e ricordo di aver versato lacrime amare a
causa loro. E la lotta non è finita. Le lacrime nemmeno. I ricordi mi tengono
compagnia notte e giorno. Non se ne vanno, né se ne andranno. Mai.
Ma vale
sempre la pena combattere per mantenersi vivi. Perché l’essere vivo dona vita
anche a ciò che ci circonda. L’essere vivo ti permette di affrontare ogni
bellezza o difficoltà della vita in maniera diversa. Ti dà la possibilità di
vedere la morbidezza delle nuvole quando il cielo è nuvoloso, cogliere la
poesia dei lampi in una tempesta, godere nel mettere alla prova gli altri
quattro sensi quando il buio prevale sulla vista, ascoltare lo scricchiolio di
una foglia secca, vedere la vita in una goccia di pioggia…
Non serve
una motivazione per farlo, non serve un’ispirazione, né qualcuno che ti aiuti
nel percorso. Servi solo tu e le tue passioni. Capisco che non sia la stessa
cosa. Capisco che sì, ci si possa dimenticare di ‘come si fa’. E’ dura
intraprendere un cammino che prima ci veniva naturale ed ora sembra quasi
forzato, ma è solo una trappola. Non caderci. E’ una bugia che ci immobilizza e
non ci permette di realizzare chi siamo. Non crederle.
So che non è
facile.
Non dimenticare
la gioia che provavi nell’essere te stesso.
Scrivi,
suona, danza, leggi, corri, canta, osserva, parla, studia, cuci, disegna,
scatta, crea, intaglia, gioca, immagina, decora, dipingi, cucina, pattina, cura,
modella…non importa cosa fai. Basta che mentre lo fai tu ti senta vivo.
Allora
ricorderai che vivere e sopravvivere sono due simili estremi.
Nemmeno io
ricordo più come si scrivono le cose belle, ma ogni tanto ci provo.