Quella sera non era diversa dalle altre. Era una sera in cui si trovava da sola, con il cielo che diventava sempre più grigio e scuro, le luci che nonostante il buio rimanevano spente, il computer semi aperto sul divano, delle musiche così perfette che invece di rompere il silenzio, si adeguavano ad esso, e lei, persa nei suoi pensieri più segreti, pensieri che ormai erano diventati il suo unico mondo.
Guardava apatica quell’unica luce nell’oscurità della casa, il computer acceso, lo guardava senza vederlo, i suoi pensieri non glielo permettevano.
Ma qualcosa la distrasse per un secondo. Un tuono. Stava arrivando un temporale.
Il tremolio dei vetri le diede la determinazione di alzarsi dal divano rosso sul quale si trovava, per avvicinarsi alla finestra e scostare appena appena le tende, giusto quel che bastava per osservare con entrambi gli occhi quel che succedeva a solo un metro da lei: il vento soffiva incattivito piegando le piante come fossero sottili ramoscelli, il cielo mandava da dietro le montagne nuvole sempre più dense e scure che tuonavano ripetutamente, i lampi apparivano di tanto in tanto dove le nubi si scontravano, la pioggia cadeva a goccioloni spessi e pesanti.
E lei se ne stava lì, ad osservare quel fenomeno così normale come fosse un evento storico, ne coglieva ogni particolare facendo attenzione a ricordare la perfetta posizione e il dettagliato movimento di qualsiasi cosa si trovasse a poco più di due passi da lei.
Vedeva l’ombrellone di fronte che quasi si piegava alla padronanza smisurata del vento gelido, e sopra di esso una famiglia di vespe che si aggrappava al telo sventolante con tutte le sue forze, spostandosi avanti e indietro confuse dallo sballottamento e cercando la vicinanza l’una dell’altra per proteggersi, osservava le gocce di pioggia arrivare sempre più vicine alla finestra sospinte dal vento, sentiva le persiane sbattere contro la cuccia ormai vuota.
Decise di godersi appieno il momento visto che quello era l’unico evento in grado di distoglierla dai suoi pensieri, o magari non proprio, forse la allontanava solo da quelli particolarmente deprimenti proiettandola nel mondo dei ricordi felici.
Indossò una felpa, prese la coperta arancione, aprì le finestre nonostante il rischio di ritrovarsi i fulmini in casa come l’aveva saggiamente avvertita qalcuno, e si sedette sul divano ad osservare lo svolgersi della serata, fino alla fine del temporale, fino all’arrivo dei giocatori di calcio giunti per allenarsi nel campo di fronte, fino ad avere la mente rilassata e felice, fino a ricordarsi che quando avrebbe chiuso le finestre tutto sarebbe ritornato come prima.
Perché chiuderle allora?
Al diavolo i fulmini, al diavolo il freddo, al diavolo le urla dei calciatori, io lascio aperto e rimango nel mio magico mondo senza pensieri ancora per un po’, immaginando fatti mai avvenuti, respirando l’aria fresca di pioggia ed erba bagnata, ascoltando il battito d’ali dei pipistrelli, scrivendo storie che forse nessuno mai leggerà, e sorridendo senza capire esattamente perché.
Forse perché nel mio mondo, sono veramente felice…
Innanzitutto, era ora che scrivessi. Ora posso sfruttare i fuochi d'artificio illegali che ho comprato da un cinese senza denti per festeggiare l'evento. Potrei anche morire, ma tanto non fa differenza.
RispondiEliminaPoi.
Dio non ci ha chiamati per estraniarci dal mondo, ma ci ha mandati Nel mondo. Con i nostri caratteri e i nostri problemi, dicendoci che questi possono essere risolti e perfezionati solo da Lui.
Io, quando Dio mi chiederà cos'ho fatto sulla terra, non voglio dirgli "sono riuscito a evitare i miei problemi o le persone proiettandomi nel mio magico mondo". Voglio dirgli "Io ti ho servito così com'ero, cambiato di volta in volta dalla tua mano, in mezzo al mondo che ho tanto odiato".
Wake up Ester.
And be strong just in Him.
Trallalerolerollà
Sono daccordo con te su quasi tutto, tranne per il fatto che secondo me Trallallerollerollà si scrive con tutte le L doppie, e poche altre cose che non ho voglia di puntualizzare per non dilungarmi inutilmente. Il pezzo che vedi l'ho scritto esattamente un anno e quattro giorni fa. Si, uno scrittore serio lo avrebbe precisato prima di pubblicarlo, ma io non sono una scrittrice, tantomeno mi ritengo seria, quindi penso che pubblicherò pezzi già scritti e non a seconda di come mi gira al momento.
RispondiEliminaIn ogni caso. Dal temporale di quella sera sono cambiate tante cose, compreso il mio modo di estraniarmi dal mondo, ma è sempre bello ricordare quel momento.
Perchè era un momento tanto semplice quanto felice.
Trallallerollerollà ;)